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الرئيسيةIMPAGINAZIONEFASCIA 1Nasce Michelin Grapes: la guida tra i vini di eccellenza del mondo

Nasce Michelin Grapes: la guida tra i vini di eccellenza del mondo

di Stefano Nico

Per oltre un secolo la Guida Michelin ha insegnato al mondo a riconoscere l’eccellenza a tavola. Un alfabeto fatto di stelle, di rigore silenzioso, di viaggi anonimi e giudizi che hanno cambiato il destino di ristoranti, cuochi e territori. Oggi, guardando al 2026, quella stessa bussola decide di spostarsi di qualche metro più in là, lasciando la sala e la cucina per affondare le radici nella terra. Nasce così Michelin Grapes, il nuovo riconoscimento dedicato al mondo del vino. Non si tratta di una semplice estensione tematica, ma di un cambio di prospettiva profondo. Michelin sceglie di applicare il proprio metodo – severo, universale, riconoscibile – all’universo vitivinicolo, con l’ambizione di valorizzarne non solo il risultato nel calice, ma l’intero ecosistema umano e culturale che lo rende possibile.

Il vino come espressione di un pensiero
Michelin Grapes non nasce per giudicare una singola etichetta o un’annata fortunata. Al contrario, l’obiettivo dichiarato è quello di valutare l’eccellenza complessiva di un’azienda vinicola, mettendo al centro le persone che la guidano. Vignaioli, famiglie, team tecnici: custodi di un sapere che spesso si tramanda da generazioni, capaci di interpretare la tradizione con strumenti contemporanei senza snaturarne l’identità. I criteri di valutazione sono cinque, chiari e universali: qualità agronomica, padronanza tecnica, identità, equilibrio e coerenza. Parametri che parlano di vigna e di cantina, ma soprattutto di visione. Perché il vino, nella lettura Michelin, non è mai un gesto isolato: è la somma di scelte quotidiane, di rispetto per il territorio, di precisione e sensibilità.

Ispettori del vino, lo stesso rigore di sempre
A garantire l’affidabilità del progetto sarà un team di ispettori enologici dedicati, selezionati tra ex sommelier, critici ed enologi professionisti. Figure con competenze diverse ma accomunate da un approccio analitico e indipendente, chiamate a valutare le aziende con lo stesso rigore che ha reso celebre la guida nel mondo della ristorazione. Un passaggio cruciale, che ribadisce come Michelin Grapes non voglia essere una classifica o una moda, ma uno standard. Un riferimento solido, capace di orientare appassionati e professionisti, ma anche di raccontare i territori attraverso chi li vive e li coltiva ogni giorno.

Dai grappoli l’eccellenza si riconosce subito
Il sistema di classificazione riprende la forza simbolica delle stelle, sostituendole con i Grappoli. Un linguaggio immediato, intuitivo, che punta dritto all’essenza. Il vertice è rappresentato dai Tre Grappoli, riservati ai produttori eccezionali: realtà in grado di garantire una qualità assoluta e riconoscibile, indipendentemente dall’annata o dalla singola bottiglia. Un concetto di eccellenza che va oltre il picco, per diventare affidabilità nel tempo. Accanto a loro, la categoria dei Produttori Selezionati, aziende scelte per la costanza qualitativa e la capacità di offrire un’esperienza solida, autentica e coerente con il proprio territorio.

Il debutto tra Borgogna e Bordeaux, lo sguardo verso l’Italia
Non è un caso che il debutto di Michelin Grapes sia previsto in due territori simbolo del vino mondiale: Borgogna e Bordeaux. Due regioni che hanno fatto della relazione tra uomo, vigna e terroir un manifesto culturale prima ancora che produttivo.

Ma lo sguardo è già rivolto oltre. L’auspicio, dichiarato e condiviso, è che questo nuovo e influente standard possa approdare presto anche tra i filari italiani. Un paese che più di ogni altro racconta il vino come identità, frammentazione virtuosa, patrimonio di storie e di persone.
Se le stelle hanno insegnato a leggere l’alta cucina, i grappoli potrebbero presto aiutarci a comprendere meglio l’eccellenza del vino. Non solo nel bicchiere, ma nella visione di chi lo crea. E, come sempre accade con Michelin, una volta cambiata la mappa, nulla resta davvero uguale.

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